Scritto da Josh Lloyd, uno studente della BYU, mentre studiava un volume di scritture conosciuto come Perla di Gran Prezzo, scritto da profeti; I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, lo ritengono un testo sacro. Questa pubblicazione viene da un libro compreso nella Perla di Gran Prezzo, conosciuto come il libro di Mosè, ed è un estratto della traduzione della Bibbia come rivelata dal Profeta Joseph Smith, Giugno 1830- Febbraio 1831.

Tutti noi possiamo diventare come Dio Padre

Leggere il primo capitolo del Libro di Mosè, che si trova in un libro di scritture conosciuto come la Perla di Gran Prezzo, è un’esperienza molto buona per chi ha bisogno di un modello di un solido rapporto personale con Dio, il nostro Padre Celeste. Le esperienze di Mosè ci danno alcune delle informazioni fondamentali ed utili per la costruzione delle nostre relazioni con il Padre Celeste. Se impariamo ciò che Mosè imparò in questo capitolo, ci troveremo in possesso di alcuni pezzi delle chiavi della conoscenza che, se applicate correttamente, potranno sollevare i nostri cuori e menti verso un’eredità eterna.

La prima cosa che Mosè imparò dalla sua esperienza è stata che “l’uomo è nulla.” Dobbiamo stare attenti a come viene definito qui il “nulla” perché potremmo essere indotti a credere che a Dio Padre non importa di noi, che siamo insignificanti. Questo non è ciò che Mosè apprese. Ciò che Mosè imparò durante il suo momento di debolezza fisica (ed ciò che dovremmo sapere se anche noi siamo figli di Dio) è che noi, unicamente con il nostro potere, non possiamo far avverare nessun grado della giustizia nel mondo, oppure, definendolo in un modo leggermente diverso, possiamo solo imparare ed ultimare le cose per cui Dio Padre ci ha dato il potere di compiere.

L’energia e la capacità di adempiere anche i più piccoli compiti, ci sono dati mediante la forza e la grazia di Dio. Senza il Padre diventeremmo delle creature patetiche e veramente diaboliche. Questa verità, se intesa correttamente, ci porterà a camminare con più umiltà e ci darà il desiderio di pregare più intensamente per poter avere i doni dello Spirito e la grazia di Gesù Cristo (vedi il Libro di Mormon, in Mosia 4:11-12). Questo è il motivo per cui Mosè adorava Dio. Io, personalmente, preferirei essere dal buon lato dell’Onnipotente e vedere la grandezza del suo potere piuttosto che, con ignoranza ed orgoglio, sentire l’ira della sua vendetta.

Un altro dei fatti importanti che Mosè imparò riguardo alla sua relazione con Dio Padre, era che loro due erano molto simili. Mosè fu creato ad immagine del Figlio Unigenito del Padre, Gesù Cristo. Entrambi avevano le braccia, le mani, gli occhi, il naso, ecc. Quello che possiamo trarre da tutto ciò è che Dio non è un oggetto estraneo od un’entità astratta. Dio è reale, e certe cose su di lui risultano comprensibili dalle nostre menti mortali. Tuttavia, la parte più importante di questo principio che Mosè capì e che noi dobbiamo comprendere a nostra volta, è che se siamo come lui nel corpo, allora possiamo diventare come lui nel carattere. Nonostante la grande differenza nella gloria e nella potenza, diventare come Dio Padre è un obbiettivo legittimo e persino incoraggiato. Quindi cerchiamo di non arrenderci.

Mosè imparò inoltre riguardo agli strumenti che Dio, come un buon Padre, ci ha dato per aiutarci durante il nostro soggiorno mortale. In Mosè 1:15, Mosè ricorda che lo Spirito è ciò che gli ha mostrato la differenza tra Dio e Satana. Mosè imparò la differenza tra la gloria e l’oscurità tramite il potere dello Spirito Santo. Saremmo saggi ad imparare lo stesso principio: noi possiamo imparare veramente solamente attraverso la potenza dello Spirito Santo, piuttosto che imparare dalla saggezza degli uomini, per non essere ingannati.

C’è un altro principio che Mosè imparò nello stesso momento. Imparò la differenza tra le circostanze in cui Dio Padre e Satana traggono piacere – la gloria contro l’oscurità. Non dobbiamo impararlo solamente nel modo in cui lo imparò Mosè, ma dovremmo essere a conoscenza delle dinamiche del progresso eterno. Cerchiamo di capire che un individuo può salire cosi in alto fino al paradiso oppure può scendere cosi in basso fino all’inferno, e da come la nostra destinazione è determinata dalle nostre decisioni.

Mosè imparò anche riguardo alla preghiera. Mosè fu risparmiato da un’esperienza terribile, vedendo l’amarezza dell’Inferno (vedere Mosè 1:20), perché ha avuto il coraggio di pregare. Allo stesso modo, dovremmo imparare ad inginocchiarci prima che le nostre decisioni ci mettano in ginocchio.

Ciò che Mosè imparò riguardo al suo rapporto con la Divinità, ci dà alcuni dei mattoni fondamentali per lo sviluppo del nostro rapporto personale con Dio Padre. Senza una corretta comprensione dell’essere a somiglianza del Figlio Unigenito del Padre, non ci sentiremo particolarmente attratti da questa figura onnipotente. Senza sapere da dove proviene il nostro potere di muoversi e agire, noi procederemmo in un modo blasfemo, irrispettoso e disobbediente a causa del nostro orgoglio in quello che sembrerebbero i “nostri” traguardi . Senza gli strumenti più elementari necessari per la comunicazione con Dio Padre, siamo come ciechi in una nebbia sempre più fitta; la preghiera ed il dono dello Spirito Santo ci daranno accesso ai poteri dei cieli e ci permetteranno di sviluppare questo, il rapporto più divino che esista, ed il modo in cui deve essere sviluppato. Per chiarire, tramite le preghiere possiamo davvero parlare con Dio nostro Padre e tramite lo Spirito Santo Lui ci può rispondere. In questo modo possiamo, in un certo senso, passare del “tempo prezioso” con il nostro Padre nei Cieli.

La dichiarazione dei redditi di Mitt Romney, è stata pubblicata Martedì, 24 Gennaio 2011, e una voce, in essa, merita qualche spiegazione in più: i 4,1 milioni di dollari che lui e sua moglie, Ann, hanno versato alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, negli ultimi due anni. Mitt Romney e sua moglie, insieme agli altri membri della Chiesa di Gesù Cristo (spesso chiamati “mormoni”), pagano il 10% del loro reddito, nella decima alla Chiesa, ogni anno. Altri contributi, in gran parte devoluti a cause umanitarie, vengono realizzati attraverso le donazioni alla Chiesa.

Che cosa è la decima?

La decima, che letteralmente significa “un decimo”, è una pratica antica. La decima è stata pagato da Abramo e da altre figure del Vecchio Testamento.Il profeta dell’Antico Testamento, Malachia, disse alla gente del suo tempo, che trascurava le decime e le offerte:
L’uomo può forse derubare Dio? Eppure, mi avete derubato. Ma voi dite: In cosa t’abbiamo noi derubato? Nelle decime e nelle offerte. Portate tutte le decime alla casa del tesoro, che vi sia del cibo nella mia casa, dice il Signore degli eserciti.
(Malachia 3:8, 10)


Il pagamento della decima e le offerte, sono molto comuni in molte fedi cristiane, in tutto il mondo di oggi. I mormoni fedeli pagano la decima regolarmente, come espressione volontaria di gratitudine a Dio, per le Sue benedizioni.
I contributi della decima sono confidenziali. I mormoni fedeli che desiderano partecipare e rendere più elevate le alleanze nei templi mormoni, devono versare una piena decima, come da loro dichiarato al loro vescovo (pastore).

Come viene usata la decima?

A differenza di molte altre religioni cristiane, tutti i dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo sono laici volontari, che non ricevono alcun sostegno finanziario dalle decime dei membri della chiesa, a parte per le spese di viaggio dovuti per gli affari chiesa. I fondi della decima servono a sostenere le singole congregazioni, i fondi per l’edilizia, il lavoro missionario, i dipartimenti amministrativi, le pubblicazioni, gli istituti scolastici e gli sforzi umanitari. (Vedi Mormonwiki.com – Finanze della chiesa mormone.)


Offerte di digiuno

Gli altri contributi da parte di Mitt Romney e di sua moglie, alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comprendono “le offerte di digiuno.” Almeno una volta al mese, i fedeli mormoni digiunano, saltando i pasti per 24 ore, e donando il costo di quei pasti al loro leader locale, chiamato vescovo, che usa il denaro per aiutare i membri della congregazione locale, che stanno lottando per soddisfare i bisogni primari. Spesso, i membri che stanno bene, contribuiscono donando molto di più del costo effettivo dei pasti saltati. Quello che resta in più, delle donazioni di digiuno, viene donato ad altri dirigenti locali e regionali, in modo che possa essere distribuito dove è necessario. I fondi in eccesso, alla fine, trovano la strada per il magazzino del Vescovo, una sorta di banca del cibo, in cui si possono trovare generi alimentari, abbigliamento e quanto serve per la casa, e coloro che vi si recano sono aiutati e incoraggiati a diventare di nuovo autosufficienti, il più presto possibile.

Altri contributi

La decima, le offerte di digiuno, il sostegno della Chiesa di Gesù Cristo agli sforzi umanitari, i fondi per il lavoro missionario e l’istruzione per i poveri, fanno tutti parte dei contributi che ha versato Mitt Romney. I mormoni prendono sul serio l’ingiunzione di Cristo “Pasci le mie pecorelle” (Gv 21,15), sia letteralmente che metaforicamente. I contributi versati da Romney e da sua moglie, rientrano in un percorso che va verso la soddisfazione di tale ingiunzione.

Kimberly ci dice:

Sono un membro della Chiesa, da quasi un anno, e ho pensato a lungo e duramente sull’andare a ricevere la dotazione e godere di tutte le vere benedizioni che il tempio porta. Avere il tempio sulla terra e il tempo di andarci, ai nostri giorni, è una parte straordinaria della mia vita. Ho la fortuna di dover fare solo una passeggiata attraverso il parcheggio, per arrivare ad una di queste belle case del Signore. Ogni Domenica, mentre vado in chiesa, mi prendo un minuto, per ammirare la bellissima struttura di questo splendido edificio, all’interno del quale ho potuto partecipare ai battesimi per i morti.

Quando sono diventata un membro della Chiesa, ricordo di aver pensato “Mi chiedo esattamente cosa sia tutto quello che si fa nel tempio!”. Poi ho avuto la possibilità di andarci, per la prima volta, appena una settimana dopo essere stata confermata come membro della Chiesa. Mi è stato detto che è un luogo dove poter essere al sicuro da tutte le mie preoccupazioni, in cui Satana non può entrare, che era il posto più vicino al sentimento che avremmo provato, quando ci saremmo trovati in uno stato glorioso, in “cielo”, anche se eravamo su questa terra. Ho pensato che fosse solo un edificio, come poteva, un edificio, farci sentire tutte queste cose? Quando ho pregato, per entrare nel tempio per la prima volta, ho fatto qualche lettura delle scritture, e ho scoperto che il Signore ci ha comandato di costruire una casa per lui e che egli desidera che noi la utilizziamo, affinchè possa dotare il suo popolo, con il potere dall’alto.

Egli ci ha dato la possibilità di costruire un dono per noi stessi, per non camminare più nelle tenebre, ma è stato in seguito (prima che io avessi la possibilità di entrare effettivamente nel tempio) che ho acquisito una comprensione di ciò che questo volesse dire. La mia prima esperienza, nel tempio, era di natura emotiva, ma è stato quasi surreale essere lì. Entrare solo nel Battistero, mi ricordo, è stato quasi come vivere in un sogno. Quando ho avuto modo di partecipare alla benedetta ordinanza del battesimo, mi ricordo di aver provato un senso di sollievo, come se tutte le mie prove fossero state tolte da me nel momento in cui avevo attraverso la porta.

Mi sentivo vicina al mio Padre celeste, come non mi ero mai sentita prima. Era come se sapesse che questo era quello che mi serviva, quel giorno. Quando sono uscito dal tempio, mi ricordo che cercavo di trattenere l’immagine di quello che avevo visto, quel giorno, con me. La gente mi ha chiesto come mi sentivo, dopo aver lasciato il tempio, e non riuscivo a spiegare i miei sentimenti, con le parole. Qualche tempo dopo, sono stata in grado di provare qualcosa, nel tempio, che avevo desiderato per 17 anni. Dopo il mio primo viaggio al tempio, ho esitato a tornare, poiché sapevo che, a questo punto, c’era qualcosa che doveva essere fatto, ed era dare, al mio defunto padre, la possibilità di essere liberato dalla prigione degli spiriti, dov’era stato per 17 anni. Volevo imparare il Vangelo di Gesù Cristo, e volevo perdonarlo, per le cose che aveva fatto a me e agli altri, mentre viveva qui, sulla terra. Poco prima che decidessi che ero pronta a farlo, mi sono recata per una lezione per i nuovi membri, con le sorelle missionarie che servivano nella nostra zona. Ci siamo incontrate nel recinto del tempio, per parlare delle benedizioni del tempio.

E’ stato allora che ho deciso che era ora di dare al mio papà la possibilità di essere libero dalla prigione, almeno per quello che riguardava il mio perdono. Le benedizioni del tempio hanno significato di più nella mia vita, di quanto avessi mai pensato che avrebbero fatto. Il tempio mi ha dato forza, coraggio, sollievo, un senso di perdono e una calma che non ho mai pensato che sarei stata in grado di ottenere. E’ un posto dove posso andare per sfuggire al nemico, per essere in grado di collocare le mie prove in una giusta prospettiva e so che posso continuare a trionfare su di esse.

Anche se non sono ancora dotata, farò in modo di prepararmi, per il futuro, per godere il resto delle benedizioni che vengono con la partecipazione alle ordinanze del sacro tempio, che vengono svolte qui.

Scrive Roy:

Nel Libro di Mormon, il profeta Alma (in circa il 70 aC), una volta, ha incontrato un uomo che sosteneva che Dio non esiste. Quando ha chiesto all’uomo le prove, per rivendicare tali affermazioni, egli non ha potuto, chiaramente, dire nulla. Alma il profeta, allora, ha detto:

” Allora Alma gli disse: Negherai di nuovo che vi è un Dio, e negherai anche il Cristo? Poiché ecco, io ti dico: Io so che vi è un Dio ed anche che Cristo verrà.

Ed ora, che prova hai tu che non vi è nessun Dio, o che Cristo non verrà? Io ti dico che non ne hai nessuna, salvo la tua parola soltanto.

Ma ecco, io ho tutte le cose a testimonianza che queste cose sono vere; e tu pure hai tutte le cose a testimonianza che esse sono vere; e vuoi negarle? Credi tu che queste cose sono vere?” (Libro di Mormon, Alma 30:39-41).

A questo punto, l’uomo ha chiesto un segno che lo convincesse dell’esistenza di Dio.

” Ma Alma gli disse: Segni ne hai avuti abbastanza; vuoi tentare il tuo Dio? Vuoi dire: Mostrami un segno, quando hai la testimonianza di tutti questi tuoi fratelli, e anche di tutti i santi profeti? Le Scritture ti sono poste dinanzi; sì, e tutte le cose denotano che vi è un Dio; sì, anche la terra e tutte le cose che sono sulla faccia della terra, sì, e il suo movimento, sì, e anche tutti i pianeti che si muovono nel loro ordine stabilito testimoniano che vi è un supremo Creatore.” (Libro di Mormon, Alma 30:44).

Mi piace uscire e comunicare con la natura. Mi sento molto felice quando qualcuno mi porta, come regalo, un gatto o un cane o degli uccelli, e anche se qualcuno mi permette di prendermi cura dei suoi animali, quando è occupato. Mi piace far crescere diversi tipi di piante, alberi e alberi da frutto come il mango, il banano, il melo stella, le bacche, l’albero del pane, la papaia, nel mio giardino, che ci danno cibo supplementare. Queste cose sono state fatte per il bene dell’uomo. Ognuno di questi, è stato creato da Dio e faceva parte del suo meraviglioso piano, per l’umanità.

Sapere che Dio ha un piano per la nostra salvezza e che Lui è lì per guidarmi e che Egli si prende cura di me, è un grande sollievo per le cose spiacevoli che accadono intorno a noi, come la morte improvvisa di quelli che amiamo, le calamità e altre forme di disastri. Ho questo grande conforto, che supera ogni mia comprensione. Mentre crescevo, mi ricordavo spesso di quanto ho desiderato l’amore di mia madre, che morì quando avevo solo sei anni. Sentivo un gran bisogno di lei, nella mia vita. Onestamente, mi sentivo molto geloso, a volte, degli altri ragazzi, soprattutto vedendo le loro madri che li abbracciavano e si prendevano cura di loro. Il piano di salvezza di Dio, mi dà la speranza che attraverso la grazia di Dio, un giorno potrò stare con la mia famiglia, per l’eternità, se osserviamo i suoi comandamenti.

Dio è il governatore supremo dell’universo e il Padre degli uomini. Egli ha un corpo glorificato e perfezionato. Nel Nuovo Testamento, l’apostolo Paolo ha insegnato agli Ateniesi ed anche a noi:

“Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo, né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perchè cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo.
Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’immaginazione umana.” (Nuovo Testamento, gli Atti 17:24-29).

La mia testimonianza personale è che Egli è reale. Si possono vedere le prove o i segni dell’esistenza di Dio nei sentimenti, quando si viene toccati dallo Spirito Santo, che conta più di tutto. A parte le testimonianze della sua esistenza, che vediamo intorno a noi, possiamo imparare da lui, leggendo le Scritture. Inoltre, ci viene dato il privilegio di pregarlo, personalmente, per conoscere le cose che non siamo in grado di comprendere e per chiedere aiuto, nella nostra vita quotidiana, per capire il suo disegno su di noi. Egli non è “inconoscibile” ma, anzi, è un affettuoso Padre celeste, che vuole che tutti noi impariamo da Lui e torniamo alla sua presenza un giorno.

Roy ci racconta:

Sono sicuro che alcuni di voi hanno immaginato sé stessi, come il personaggio di una storia e avrebbero voluto, forse, essere quella persona o, almeno, essere nel luogo in cui era ambientata la storia. E’ più coinvolgente leggere un romanzo, perché, quando lo fai, senti quello che il personaggio sta provando. Mettendomi nella posizione dei personaggi delle storie delle Scritture, riesco a capirle meglio e ad apprezzarle, e la loro lettura si fa più coinvolgente.

Ero presente quando Mosè divise il Mar Rosso, ho sentito la potenza di Dio e, con stupore, ho camminato tra le pareti d’acqua, andando verso il lato opposto. Sarebbe stato così bello, assistere alla dedicazione del tempio di re Salomone e vedere le splendide decorazioni, al suo interno. Il mio cuore desiderava essere vicino a quella mangiatoia pacifica, quando Gesù è nato e com’è stato glorioso vedere gli angeli che cantavano e lo elogiavano come Salvatore del mondo.

Anche se sono stato benedetto con una fervida immaginazione, c’è una cosa che non riuscivo a capire perfettamente ed era la vita di Gesù Cristo e il suo amore e sacrificio per noi. Egli disse: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Nuovo Testamento, Giovanni 15:13). Il suo amore è di vasta portata e non può essere misurato, né può finire. Egli ci ama tutti ed Egli è rispettoso delle persone. Egli è sempre pronto ad aiutarci. Ci sono così tante storie, nel Nuovo Testamento, in cui Gesù ha mostrato amore e compassione per tutte le persone, e le ha guarite dalle loro infermità, anche se a volte non hanno mostrato gratitudine verso di lui. Un esempio ne è la parabola dei Lebbrosi, dove c’era una decina di lebbrosi che va a chiedere a Gesù di essere guarita. Gesù dice:

“Andate a mostrarvi ai sacerdoti. Ed avvenne che, mentre essi andavano, furono sanati. E uno di loro, quando vide che era guarito, tornò indietro e ad alta voce glorificò Dio. E cadde con la faccia ai suoi piedi, ringraziandolo, ed era un samaritano. E Gesù, rispondendo, disse, non sono stati guariti tutti e dieci? Ma dove sono gli altri nove? Non sono tornati per dare gloria a Dio, tranne questo straniero. Ed egli disse: «Alzati, va’ per la tua strada: la tua fede ti ha guarito” (Nuovo Testamento, Luca 17:14-19).

L’amore del nostro Salvatore, Gesù Cristo ci aiuta a capire che tipo di padre è il nostro Padre celeste.

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in lui non perisca ma abbia vita eterna. Dio non ha mandato suo Figlio, per condannare il mondo, ma perché il mondo, per mezzo di lui, possa essere salvato “(Nuovo Testamento, Giovanni 3:16-17). Le sue sofferenze erano così grandi, che nessuno può immaginarle.

Egli ha detto,
«Poiché ecco, io, Dio, ho sofferto queste cose per tutti, affinché non soffrano, se si pentiranno, ma se non vorranno pentirsi, essi dovranno soffrire proprio come me; quale sofferenza mi ha causato, se io, Dio, il più grande di tutti, ho tremato a causa del dolore e di sanguinato da ogni poro e ho sofferto sia nel corpo, che nello spirito, fino a  desiderare di non bere la coppa amara. Nondimeno, sia gloria al Padre, bevvi e portai a termine il mio preparativo, per i figlioli degli uomini” (Dottrina e Alleanze, sezione 19:16-19).

Io amo Gesù, e lo riconosco come mio Salvatore. Sto cercando di seguire i suoi comandamenti e il suo esempio, perché voglio vivere in Sua presenza, un giorno. C’è una canzone che mi piace molto, che mi dà tanta ispirazione, soprattutto quando sono giù e sono frustrato, di Sally DeFord:

Se il Salvatore fosse in piedi accanto a me, farei le cose che faccio?
Avrei in mente i suoi comandamenti e mi impegnerei di più?
Seguirei il Suo esempio? Vivrei più rettamente,
Se potessi vedere il Salvatore, in piedi, che veglia su di me?

Se il Salvatore fosse in piedi accanto a me, direi le cose che dico?
Sarebbero le mie parole vere e gentili, se egli non fosse mai lontano?
Proverei a condividere il Vangelo? Parlerei con più riverenza
Se potessi vedere il Salvatore, in piedi, che veglia su di me?

Se il Salvatore fosse in piedi accanto a me, sarebbero i miei pensieri puliti e puri?
La sua presenza mi darebbe forza e speranza e il coraggio di sopportare?
Il suo consiglio guiderebbe le mie azioni? Sceglierei più degnamente
Se potessi vedere il Salvatore, in piedi, che veglia su di me?

Se il Salvatore fosse in piedi accanto a me, mi inginocchierei più spesso, a pregare?
Ascolterei la voce dello Spirito e mi affretterei ad obbedire?
Conterei le mie molte benedizioni? Sarei grato e gli darei lode
Se potessi vedere il Salvatore, in piedi, che veglia su di me?

Egli è sempre vicino a me, anche se io non lo vedo lì
E poiché Egli mi ama moltissimo, è sempre vigile, su di me,

allora io sarò il tipo di persona che mi piacerebbe essere
Se potessi vedere il Salvatore, in piedi, che veglia su di me.

Martin, un convertito spagnolo, racconta:

Uno dei momenti più spirituali della mia vita, è stato durante i mesi che mi hanno portato a leggere il Libro di Mormon. Non ho potuto fare a meno di sentirmi sopraffatti dallo Spirito, ogni volta che lo leggevo. Non sono il tipo di persona che legge, e non ho mai letto, ma per qualche ragione, mi sono sentito costretto a continuare a leggere il Libro di Mormon, quotidianamente: il libro mi ha attirato dentro, ho sentito un vuoto, nei giorni in cui non l’ho letto. Se non leggevo, era come se mi mancasse qualcosa. Ho iniziato con un solo capitolo al giorno e mi sentivo come se avessi bisogno di più di un capitolo, perché mi sentivo insoddisfatto. Mi sono spostato fino a 3 capitoli al giorno, e quando questo non era sufficiente, ho aumentato, fino a leggerne 5 al giorno, e, poi, ho raggiunto il limite massimo di 7 capitoli, in un giorno. La realizzazione spirituale che ho ricevuto dalla lettura del Libro di Mormon non poteva essere spiegata: ha reso i miei giorni molto più facili e mi ha fatto capire i comandamenti molto meglio di quanto avessi mai fatto prima. In seguito, i comandamenti sono anche diventati più facili.

Prima di adesso, io non avevo detto a nessuno, del Libro di Mormon, non volevo condividerlo con nessuno. Ora mi eccito, quando ho l’occasione e quando posso condividere le Scritture e ho già regalato due copie del Libro di Mormon. Voglio condividere sempre di più, perché voglio che gli altri leggano il vero vangelo e sentano il vero spirito. La crescita spirituale, nella mia vita, che ha portato la lettura del libro di Mormon, mi ha aiutato a prepararmi per diventare un Anziano e ricevere il Sacerdozio di Melchisedec. Senza dubbio, il Libro di Mormon è la verità ed è il libro più accurato, sulla Terra. Senza dubbio, leggere il libro di Mormon è la migliore decisione che io abbia mai preso in vita mia. Ho percorso una lunga strada e ho ancora una lunga strada da percorrere, ma so di essere sulla strada giusta. Ho la felicità spirituale che non ho mai avuto prima e sono fortunato ad avere il vero vangelo, nella mia vita.

Ora la mia missione, nella vita, è quella di diffondere la parola, in modo che altri possano godere della pienezza del Vangelo e si riempiano con lo stesso Spirito che sento. La mia vita è cambiata di più in 8 o 9 mesi, in cui sono stato pienamente attivo nella Chiesa, rispetto ai precedenti 26 anni, ed è perché sto vivendo i comandamenti del Signore e seguendo il suo piano, così posso tornare a Lui. Mi commuovo quando leggo il Libro di Mormon e capisco il sacrificio che il Salvatore ha fatto, in modo che possiamo ritornare al nostro Padre celeste. E mi spinge a capire quanto il Salvatore e il Padre celeste amino ognuno di noi.

Io dichiaro a tutti che questa è la vera Chiesa e il Libro di Mormon è la parola di Dio ed è un’altra testimonianza di Gesù Cristo, oltre alla Sacra Bibbia. Attesto che la mia vita sarebbe vuota senza il Vangelo e non potrei essere spiritualmente felice e soddisfatto, se non avessi mai letto il Libro di Mormon. Incoraggio ogni persona, sulla terra, non solo i membri della Chiesa, a leggere il Libro di Mormon: cambierà la vostra vita per il meglio.

La Chiesa dove sono cresciuto, mi ha insegnato a cercare il Signore prima di ogni cosa. Mi riferisco alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che viene spesso chiamata Chiesa mormone o SUG.

In giovane età, i miei genitori mi hanno insegnato la legge della decima, che è il dono della decima parte del proprio reddito alla Chiesa, al fine di ampliare il lavoro del Signore, qui, sulla terra. Tale legge è stata praticata anticamente da profeti come Abramo ed altri. Nella Chiesa Mormone, ci viene insegnato che questo è un comandamento molto importante, proveniente dal Signore. In giovane età, durante gli studi nella scuola elementare, mi sono trovato a vendere caramelle ai miei compagni di classe e, alla fine, avevo un reddito in più, a parte la mia paghetta. Mettevo da parte il 10% dei miei profitti, per darli al Vescovo, durante la domenica. I miei genitori erano felici di vedermi dare la mia decima, come un adulto.

Quando sono cresciuto, dare la decima non è mai diventato un peso, ma una benedizione. E’ sempre stata una priorità, ogni volta che ho guadagnato qualche soldo. L’ho trattata come una benedizione, da restituire al Signore, in cambio delle tante benedizioni che ricevo dalla Sua mano generosa. Ho visto come il Signore mi ha aiutato, nella mia ricerca per trovare qualche soldo per aiutare a sostenere me stesso e dare un piccolo aiuto alla mia famiglia. Io credo che il Signore sia legato alla sua promessa, che si trova nel libro di Malachia, nel Vecchio Testamento, dove ha detto:

“Portate tutte le decime alla casa del tesoro, che vi sia del cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo, dice il Signore degli eserciti, e vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su voi tanta abbondanza, che non ci sarà spazio sufficiente per riceverla” (Malachia 3:10).

Sono un testimone del compimento di questa sacra promessa, da parte di Dio. Ci sono state molte volte, nella mia vita, in cui mi sono trovato in situazioni nelle quali ho incontrato difficoltà finanziarie, ma il Signore non ha mancato mai di farmi avere le risorse di cui avevo bisogno, che erano quasi miracoli, ogni volta che arrivavano. Ci sono stati innumerevoli benedizioni, che ho ricevuto dalla mano del Signore, perché ho pagato una decima onesta alla Chiesa. Sempre nel libro di Malachia, il Signore ha inoltre promesso:

“E io rimprovero il divoratore, per il vostro bene, e lui non deve distruggere i frutti del vostro suolo, né la vostra vigna perderà i suoi frutti prima del tempo nel campo, dice il Signore degli eserciti” (Malachia 3:11).

Mentre io non sono un agricoltore, nè ho campi propri, né pianto viti, per vivere, il Signore ha portato a compimento comunque, questa promessa, nella mia situazione. Come broker, posso guadagnare con la vendita di immobili e tenere, sotto la mia cura, alcuni documenti molto importanti, che vanno presentati negli uffici governativi (titoli di proprietà e di altre opere importanti) che, in caso di smarrimento o danneggiamento, mi costerebbero un sacco di soldi, tempo e stress e possono anche mettere in pericolo la mia professione. Il 20 giugno 2008, un forte tifone ha colpito le Filippine, e il nostro ufficio è stato danneggiato. Pochi giorni prima di questo tifone, avevo assunto un falegname, per riparare alcune parti del muro della mia piccola casa. Gli avevo dato istruzioni su cosa bisognava fare e gli avevo chiesto se aveva tempo supplementare, per riparare una parte sopra una delle finestre, che doveva essere coperta di compensato, per evitare che entrasse dell’acqua, nel caso in cui ci fosse stato un forte vento o sarebbe venuta la pioggia. Dopo quel giorno, ho controllato tutto quello che aveva fatto il falegname e mi sono accorto che non aveva fatto la riparazione “extra”. Dal momento che non faceva parte del nostro accordo iniziale, l’ho, comunque, pagato in pieno. I giorni passavano, e il pensiero del possibile problema, in caso di forte pioggia, era sempre nella mia mente. Il posto sicuro, dove potevo conservare i miei documenti importanti, si trovava proprio là, nella parte che doveva essere coperta, ma l’idea di sistemare il muro veniva sempre rimandata, perché tornavo sempre tardi, a casa, dopo il lavoro. Poi, alla fine, è arrivato un forte tifone. C’è stato un errore di calcolo, nell’annuncio del Bureau Meteo, così la gente non era stata adeguatamente informata del disastro imminente. La mattina del 20 giugno, c’era solo una pioggia leggera, ma poco dopo mezzogiorno, il vento era molto forte e alcuni lavoratori erano bloccati sul posto di lavoro e gli studenti, nei college, erano fermi, nelle loro scuole, a causa di inondazioni e del volo dei cartelloni pubblicitari. Sono rimasto bloccato, nel centro della città, con mia moglie, e ho visto molte persone in difficoltà e spaventate. I trasporti pubblici non erano sufficienti, a causa del gran numero di pendolari e poiché la maggior parte degli autisti aveva preferito tornare a casa, per stare con le proprie famiglie.

Finalmente abbiamo potuto prendere un mezzo, per tornare a casa, dopo molte ore di attesa. Erano già le 20:30, era molto buio, perché l’elettricità era saltata in tutta la regione. Quando eravamo circa a metà strada, il conducente ha detto ai passeggeri che non potevamo più continuare, a causa delle inondazioni più avanti. Ci hanno fatto scendere dal veicolo e, siccome ho una cugina che vive nelle vicinanze, mia moglie ed io abbiamo camminato attraverso le inondazioni, finché non siamo arrivati a casa di mia cugina, completamente fradici e tremanti! Anche se eravamo al sicuri, in casa di mia cugina, ho pensato a casa nostra. Ho pensato al buco sul muro e ho pensato alle carte molto importanti, chiuse nel mobile. Ho immaginato quanto si fossero danneggiate e ho pensato alle sanzioni che avrei pagato e al rischio di perdere il mio lavoro. Poi, ho capito e sapevo che il Signore non mi avrebbe lasciato nei problemi. Ho pregato sinceramente, per proteggere i documenti e la mia casa. Sapevo che Egli ha promesso che non verranno distrutti i “frutti del mio campo” – le carte con cui mi guadagno da vivere.

Venne il mattino e il tifone era cessato. Abbiamo subito trovato un modo per tornare a casa e, appena sono arrivato, ho guardato la casa. Una delle finestre era stata aperta dal forte vento che c’era la notte prima, ma non mi preoccupava tanto quanto la mia paura per i miei documenti importanti. Sono entrato in casa e ho controllato l’armadio e il buco che aveva bisogno di riparazioni e, con mia sorpresa, era riparato! Le mie carte erano completamente integre e non danneggiate. Non riuscivo a spiegarmelo. Come potrebbe qualcuno, o chi oserebbe, stare nel centro di un tifone? Mi sono inginocchiato in preghiera, con le lacrime agli occhi, e una grande gratitudine al Signore, che avevo fornito un modo per tenere i documenti al sicuro. Passò qualche giorno e parlai con il falegname, egli mi disse, onestamente, di non aver fatto la riparazione. Dopo quella visita, mi sono fermato, e ho espresso, in una silenziosa preghiera, la mia profonda gratitudine a Dio. Anche se non posso spiegare come sia stata fatta la riparazione, è successo, è stato un miracolo, per me. Oggi, che il compensato, sul muro, è una prova dell’aiuto di Dio, penso ad un bambino che cerca di obbedire alla sua legge della decima.

Ogni membro fedele SUG ha una propria storia sulle benedizioni che vengono dal pagare la decima. Questo comandamento viene da Dio e, ad esso, sono legati dei premi che ci vengono mandati da un amorevole Padre celeste. Sono molto grato che i miei genitori mi abbiano insegnato a vivere questa legge, fin da piccolo. La pratica di questa legge è diventata un pilastro della mia fede in Gesù Cristo.

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